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Comune
di Carrara - Info

Comune abitanti 65.034
superficie 71.27 Kmq
altitudine 100m. s.l.m. |
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Numeri
Utili |
| Comune: 0585/641251 |
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Nei tre bacini
marmiferi di Torano, Miseglia e Colonnata, situati alle spalle
di Carrara, sono ancora visibili importanti testimonianze
archeologiche relative alla escavazione romana del marmo
apuano. Queste cave antiche si sono conservate perché situate
in banchi ormai esauriti sin dal IV secolo d.C. e, pertanto,
non più utilizzati. Ricerche effettuate negli ultimi anni
hanno permesso di identificare importanti aree archeologiche
nei siti di Mandria, di Polvaccio nel bacino di Torano; in
quelli di Bocca di Canalgrande , Fantiscritti, la Tagliata nel
bacino di Miseglia; in quelli di Bacchiotto, Fossacava,
Calagio nel bacino di Colonnata.Tra questi siti i più
importanti archeologicamente sono quelli di Mandria, la
Tagliata, Fossacava. Quest'ultimo sito è quanto rimane di una
vera e propria grande cava romana, sicuramente attiva nel I
secolo a.C.. La localizzazione e lo studio di queste tracce di
escavazione hanno permesso di ricostruire le tecniche
estrattive usate dai Romani sulle Apuane e la organizzazione
del lavoro di cava e di trasporto aI piano del marmo scavato
nel periodo compreso tra il l secolo a.C. ed il IV d.C.
Essi usavano una
mano d'opera molto numerosa, fornita in gran parte dal mondo
servile, ed una strumentazione piuttosto articolata che
comprendeva vari tipi di scalpello, vari tipi di mazzuolo e
mazza, nonché' leve ed altri attrezzi, tutti in ferro.
lontre, sappiamo che i romani impiegavano "machinae"
piuttosto complesse per il sollevamento e lo spostamento dei
blocchi suI piazzale di cava oltre alla "lizza" che,
praticamente, era un sistema di "scivolo
controllato" del blocco fino al punto di carico.
Le cave romane
dell'area lunense, dal nome del centro urbano di luna che
costituiva la sede dei ceti dirigenti ed imprenditoriali, non
impiegavano soltanto schiavi: sono tramandati, infatti, da
molte iscrizioni rinvenute nella zona delle cave i nomi di
numerosi tecnici che guidavano il lavoro di cava o
controllavano la produzione e la qualità'
dei marmi estratti. le qualità del tipo "bianco"
furono senz'altro le più note ed apprezzate
in epoca romana, esse erano impiegate soprattutto nella
statuaria, nell'edilizia pubblica,
sia i tipo religioso che civile, e nell'edilizia privata.
I Romani, però,
scavarono in questi bacini ed utilizzarono molti altri tipi di
marmo, dai bardigli, ai neri, ai venati e persino alcuni tipi
di cipollino, come e' testimoniato dalle campionature
effettuate nei siti di sicura cavazione romana, recentemente
rilevati.
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